Corso Scrittura creativa
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Il libro nel cassetto! Scrivere, scrivere e ancora scrivere.

Per passione, per diletto, per necessità o anche per lavoro. Scrivere per molte persone è la cosa

più bella. A Mummu Academy incontriamo Mirko Tondi autore e docente esperto in corsi di scrittura creativa.

Ciao Mirko, per prima cosa mi piacerebbe che tu ci dicessi qualcosa di te e della tua attività di scrittore.

Ciao, su di me sarò breve, dicendo soltanto che sono un appassionato di musica, cinema e arte. Oltre alla lettura e alla scrittura, ovviamente. Ma le discipline spesso si incrociano, anzi non manco mai di inserire citazioni, omaggi e riferimenti nelle cose che scrivo. Come scrittore, il mio percorso è cominciato circa una dozzina di anni fa, quando ho frequentato un corso di sceneggiatura cinematografica. Da allora ho sempre scritto, prima soggetti poi poesie e racconti, infine sono approdato alla forma più lunga, il romanzo. Il mio ultimo libro si intitola “Nelle case della gente” (Porto Seguro Editore, 2015), ma in primavera uscirà un nuovo romanzo, del tutto diverso rispetto al precedente.

Ho una domanda da farti da tanto tempo. Secondo te scrittori si nasce o si diventa?

Da sempre si dibatte sulla questione del talento: se la scrittura sia solo per chi abbia qualcosa da dire e sappia dirla bene oppure no. Ma i dati vanno contro questa credenza. Per molti scrittori talentuosi fin da età precoci, ce ne sono altrettanti che sono migliorati col tempo, arrivando a una piena maturità soltanto con l’esercizio e l’esperienza. Io credo che esista una sana educazione al talento, fatta di pratica continua, molte letture e disciplina. Direi quindi che scrittori si diventa, a patto di non dimenticate mai un certo rigore da mantenere con se stessi.

C’è un libro che non hai scritto tu e che invece avresti voluto scrivere tu?

Certo, decine e decine. Ma cercherò di limitarmi: i racconti di Cechov, indistintamente; “Il grande Gatsby” di F. S. Fitzgerald per la perfezione formale; “Il giovane Holden” di J. D. Salinger per l’innovazione stilistica; “Everyman” di Philip Roth per i contenuti e l’intensità letteraria nonostante la brevità; “Il soccombente” di Thomas Bernhard per la qualità della prosa. E tanti altri, ma mi fermo qui!

Qual è l’errore più comune che commette uno scrittore in erba?

C’è la tendenza diffusa a voler dire troppo, se non addirittura tutto. Ma questo non è possibile, bisogna circoscrivere un’idea e limitare il raggio d’azione. Poi c’è un abuso di aggettivi, avverbi e altre parole che a conti fatti non sono così utili a connotare, a descrivere. Uno degli insegnamenti di Cechov che ho trovato più utili è proprio quello di lavorare sul non detto, gli impliciti, il sottotesto. Specialmente in un racconto, questo è fondamentale.

Quale è il consiglio principale che dai ai tuoi allievi dei corsi di scrittura a Mummu Academy?

Quello di non perdersi, non scoraggiarsi, riuscire a trovare continuità. Si tratta di metodo, in fondo: se si definisce quello, scrivere è molto più facile.

Infine, perché le persone dovrebbero frequentare un corso di scrittura a Mummu
Academy?

Perché il percorso che abbiamo strutturato è molto articolato e pensato per tutte le esigenze: da chi non ha mai scritto niente a chi ha già pubblicato. Inoltre, i partecipanti ricevono un feedback rispetto ai loro testi, in un filo diretto col docente ma anche in una situazione di gruppo, quindi di condivisione e confronto. Insomma è la situazione ideale per crescere e migliorare come autori.

Dal 2009 CoFounder Mummu Academy - Agenzia formativa, il primo low cost dei corsi di formazione in Italia. Dal 2002 Consulente e formatore sul tema del Public Speaking rivolto in particolare a politici, imprenditori e professionisti.